ALLATTAMENTO: QUANDO NON E’ UN GIOCO DA RAGAZZI!

Ci siamo davvero, ormai manca poco e tra le mie braccia stringerò Ludovica. E chiaramente ci sono delle domande che giorno dopo giorno stanno diventando sempre più forti: “Riuscirò ad allattare? Avrò abbastanza latte? Si attaccherà correttamente?”.

Domande che, per chi ha allattato, possono sembrare banali, ma fidatevi che non è sempre così! E io posso affermarlo.

Quando aspettavo Lavinia, come tutte le neo mamme, non potevo immaginare a cosa andavo in contro, cosa significhi davvero allattare. Ma soprattutto quanto possa essere difficoltoso farlo, sia a livello fisico, che psicologico. Ma ero assolutamente determinata a farlo!

Lavinia nasce, e in ospedale le ostetriche iniziano a dirmi di attaccarla subito, che più ciuccia e prima arriverà la montata, che il colostro è sufficiente per il suo nutrimento i primi giorni… insomma facile no? Peccato che lei di attaccarsi bene non ne voleva proprio sapere… E fin da subito ecco le prime ragadi, che nonostante creme, oli vari e copri capezzoli in argento, facevano molta fatica a chiudersi. Ma non volevo mollare!

Lavinia piano piano ha poi imparato ad attaccarsi e, sebbene non avesse particolari picchi di crescita, pareva andasse tutto bene. Come però ho già avuto modo di raccontarvi, Lavinia mi ha sempre fatto un grande dono, dormendo tutta la notte fin da subito! E io rientro in quella categoria di mamme che non crede sia necessario svegliarli ogni tre ore per allattare se dormono tranquilli, soprattutto se non hanno problemi di crescita.

Tutto questo, però, ha ovviamente condizionato la mia produzione di latte e a niente sono serviti determinati alimenti, tisane o infusi di erbe, pillole naturali, bustine omeopatiche. Niente, sebbene provassi con ogni suggerimento e prodotto ad aumentare il latte, Lavinia era evidentemente insoddisfatta e ancora affamata dopo la poppata di entrambi i seni.

Così, dopo essermi confrontata con il pediatra, abbiamo deciso di inserire l’aggiunta. Sacrilegio! Immaginate come ho reagito a questa decisione. La parola “Fallimento” rende bene l’idea vero? Il tutto reso ancora più pesante da una società e da mamme pronte a giudicare se non si ha la fortuna di poter allattare il proprio bambino.

“Tu, mamma, non nutri tuo figlio con il tuo latte… la cosa più bella e naturale e sana che ci sia. E poi non lo proteggi dalle malattie, perché non gli trasmetti anticorpi” (che poi, ora, con il senno di poi, avrei qualcosa da ridire su questo: Lavinia non ha mai avuto nulla, se non casi normalissimi di influenza… Lorenzo, nonostante l’allattamento esclusivo fino allo svezzamento, si è fatto ben due ricoveri per bronchiolite…). Chi non ha allattato sa bene quanto il giudizio possa essere pesante!

La mia fortuna allora è stata quella di avere un’amica che fin da subito non è riuscita ad avere la montata, così ci supportavamo a vicenda in questa “lotta” contro il biberon e il latte artificiale, per sentirci meno sole e meno in colpa.

Poi arriva Lorenzo, e la mia paura di rivivere tutto questo svanisce appena me lo portano in camera dopo il cesareo. Come per magia, si attacca al mio seno immediatamente e correttamente. Ricordo ancora le mie lacrime di gioia e consolazione, mentre lui tutto soddisfatto ciucciava e ciucciava…

Con lui è andato tutto per il verso giusto: niente ragadi, montata dopo solo tre giorni, seni talmente gonfi di latte che Lorenzo, sebbene fosse un gran mangione già da neonato, non riusciva a svuotare. E infatti eccola lì che mi aspettava al varco… la mastite! Una sera, un seno ha iniziato a farsi dolorante e a diventare rosso intorno al capezzolo, il tutto accompagnato da un’improvvisa febbre quasi a 39. Chiamo così in reparto e l’ostetrica mi dice di andare in ospedale per controllare. Confermato l’ingorgo ha iniziato la “spremitura”… credo di ricordare ancora il dolore mentre vedevo il latte spruzzare ovunque! Cosa si fa per i nostri figli no? Neppure questo però mi ha fermata e ho voluto andare avanti con l’allattamento esclusivo fino al momento dello svezzamento, per assicurargli il miglior nutrimento al mondo: il mio latte!

Poi, a cinque mesi e mezzo, su indicazione del pediatra, abbiamo iniziato ad introdurre la frutta. Verso i sei mesi la prima pappa. Pappa talmente gradita che è stata praticamente introdotta a distanza di pochi giorni anche a cena. Tutto questo, ovviamente, ha avuto conseguenze sul mio latte, che improvvisamente ha dovuto calibrarsi solo per la colazione. Però qualcosa si è “bloccato” e ho visto lentamente il latte andare via.

In un primo momento sono stata presa, come per Lavinia, dallo sconforto e dalla delusione. Ma poi mi sono fermata e mi sono detta che no, non era giusto farsi venire ancora sensi di colpa. Lorenzo è cresciuto grazie al mio latte per i primi sei mesi di vita, dono che Lavinia non ha purtroppo ricevuto. Quindi è stato in ogni caso un successo, per me e per lui!

A questo punto si trattava solo di decidere come alimentare Lorenzo per la colazione: come ben saprete il latte vaccino è sconsigliato introdurlo fino al compimento del primo anno di vita pertanto ho tirato fuori i biberon, lo scaldabiberon e sono andata dal pediatra che mi ha consigliato il corretto latte di proseguimento per lui.

(qui non è chiaro a che periodo ti riferisci, il latte fino ai 12 mesi si chiama di proseguimento, se invece ti riferisci a un periodo successivo ai 12 mesi si chiama latte crescita, correggi pure tu direttamente)

E nel frattempo le mie spalle sono diventate più larghe e io sono diventata una mamma più serena e libera di scegliere ciò che ritengo più giusto per i miei bambini!

Ecco quindi la mia esperienza ed ecco perché, secondo me, allattare non è per nulla un gioco da ragazzi, o almeno non lo è per tutte le mamme! Senza pensare poi a tutte quelle donne che per scelta o necessità devono rientrare presto al lavoro. Non credete che di sensi di colpa ne hanno già abbastanza?

Quindi che si fa in questi casi?

Per fortuna esistono latti di crescita specifici . E Mellin offre un’ampia gamma di latti ideati per ogni fase della crescita del bambino. Le diverse soluzioni che ora vi presenterò, però, vanno sempre e comunque inserite all’interno di una dieta varia ed equilibrata che il vostro pediatra saprà senza dubbio consigliarvi!

 

La gamma Mellin di cui oggi voglio parlarvi include:

  • Latte Crescita 3 (da 1 a 2 anni). fonte di calcio e ricco di vitamina D, estremamente importanti per lo sviluppo delle ossa e dei denti, in ogni tazza di latte da 250 ml vi è un apporto di circa il 40% di ferro dei valori di riferimento fornendo un apporto bilanciato di proteine. Il latte di crescita 3 è disponibile sia nel formato liquido che in quello in polvere.
  • Latte Crescita 3 con fibre (da 1 a 3 anni). Fonte di fibre, su indicazioni del pediatra, questo latte può aiutare ad integrare la dieta giornaliera del bambino (a tal proposito è molto importante riuscire a mangiare quotidianamente 5 porzioni di frutta e verdura, possibilmente di stagione). Oltre ad avere tutte le caratteristiche del Latte Crescita, ogni tazza da 250 ml apporta circa il 30% dell’assunzione adeguata giornaliera di fibre. 
Disponibile nel formato polvere.
  • Latte Crescita 4 (da 2 a 3 anni). Fonte di calcio e ricco di vitamina D, è disponibile sia nel formato liquido che in quello in polvere.

Tutti e tre i prodotti sono, inoltre, caratterizzati da una combinazione di prebiotici (ovvero carboidrati non digeribili dall’uomo, importanti per una corretta attività dei batteri buoni del nostro intestino di cui abbiamo bisogno per l’equilibrio della flora intestinale) GOS-FOS in proporzione 9:1, una miscela di galatto-oligosaccaridi (GOS) e di frutto-oligosaccaridi (FOS) che favorisce l’equilibrio della flora intestinale. Cosa spero vi portiate via da questo post?

 

Che allattare è una delle esperienze più incredibili che una donna possa vivere insieme al proprio bambino.

Che il momento dell’allattamento è magia pura a livello di legame madre-figlio!

Che il nostro latte è un alimento unico, naturale e inimitabile. Il miglior nutrimento al mondo per il lattante.

Ma anche che non è giusto giudicare chi non allatta. E che, se è il pediatra stesso a suggerirvi di inserire un latte specifico per l’infanzia, non dobbiamo viverla come un fallimento perché non stiamo facendo del male al nostro bambino, poiché sono latti estremamente controllati e frutto di ricerche scientifiche accurate, con elevati standard di qualità e sicurezza.

E voi? Come avete vissuto il momento dell’allattamento? Raccontatemi la vostra esperienza!

 

Un caro abbraccio

 

Linda

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