Mamma, blogger e ambasciatrice: un anno con Mellin

Se c’è un proposito che voglio impegnarmi a perseguire nel nuovo anno è far capire a tutti che il mio blog non si chiama Mamma Marketing, ma Mammarketing. Vi vedo lì che non notate la differenza, ma tornate pure indietro e rileggete attentamente, perché quelle collinette di m dal tratto veloce e aggrovigliato sono un tutt’uno, sono me, inseparabilmente mamma, blogger, comunicatrice, creativa, e quest’anno anche ambasciatrice di un progetto che ho amato molto.

Dicembre, tempo di bilanci

Dicembre è il mese dei bilanci. Sui blog si usa molto ripercorrere l’anno che si appresta a concludersi e anticipare cosa bolle in pentola. Si fa la top ten degli articoli più letti, dei più condivisi e (perché no?) di quelli che hanno maggiormente acceso la discussione o svegliato gli animi più bacchettoni.

Ecco, io non ho haters (a quanto pare sono un indicatore di successo della propria presenza online), per lo meno fino a oggi: sono una tranquilla piccola blogger sui generis, sempre mamma e a volte mamma blogger, un po’ donna di comunicazione e un po’ giornalista di curiosità kids friendly, un po’ guida turistica della Sardegna a misura di bambino. Ecco, quest’ultima definizione è quella che maggiormente ha segnato il mio anno: ho intercettato un bisogno in Sardegna, che è quello delle mamme e dei papà che cercano, spesso senza soddisfazione, luoghi, attività e cose da fare con i propri piccoli a Cagliari e in tutta l’isola. Io per prima. Ho quindi deciso di inserire ciò che trovo in un blog, la cui parola chiave è condivisione. Si è creata una bella community in una regione dove ancora non c’era un riferimento di informazioni di questo tipo, ed è per me più che un hobby: i genitori mi scrivono, segnalano le iniziative e nuovi posti scovati, mi chiedono dove organizzare un evento, per alcuni ho realizzato feste a tema; per piccole realtà che operano con i bambini curo la comunicazione. E così quest’anno è nata anche l’Eventerìa, la rubrica dei racconti dei miei momenti creativi, di progetti ad hoc per luoghi che fanno cose bellissime ma nessuno lo sa, di allestimenti e di personalizzazioni originali, da una festa a un regalo, da un acquisto a un giorno speciale.

Tutto questo è bellissimo, ma se mi seguite saprete che sono così incostante da sparire e riapparire continuamente. Do in pasto al blog articoli su articoli nei momenti di massima ispirazione e lo lascio a digiuno per settimane. Il mio Blog ha le smagliature!

Però, nonostante gli impegni, un lavoro full time, la famiglia lontana, il pieno dispiegarsi dei terribili due anni (e nessuno me lo aveva detto, ma anche dei terribili cinque!), c’è un filo rosso che mi ha tenuta sempre presente, a cui non ho voluto rinunciare: il mio ruolo di Ambasciatrice My Mellin Blog per Mellin. Voi direte: certo, hai all’attivo una collaborazione! In realtà è stata un’esperienza a tutto tondo, fatta di contatti online, di incontri di persona (tanti, piacevolissimi, più di quanto immaginassi), di studio, di acquisizione di consapevolezza sul viaggio alimentare dei nostri bambini, dal momento dello svezzamento a ogni singolo giorno in cui mettiamo in tavola non solo colori, consistenze e qualità, ma anche abitudini, esempi, racconti.

Un anno con Mellin: Ambasciatrice My Mellin Blog

Essere Ambasciatrice My Mellin Blog è stato un insieme di opportunità. La prima è stata creare un gruppo di amiche donne, mamme e blogger. È bastato dare il la e il gruppo è cresciuto, straripando dal progetto e portandoci a coltivare un’amicizia anche fuori, con tante idee che quanto prima tireremo fuori.

La seconda grande opportunità di cui ringrazio Mellin è avermi fatto vedere il dietro le quinte dei processi di comunicazione di una multinazionale. Una grande esperienza che mi sarà molto utile anche nel mio lavoro. I tempi e le modalità della creazione di processi di una grande azienda sono complessi, ma Mellin si sta rivolgendo al digitale con entusiasmo e desiderio di sperimentare. Mellin stava cercando mamme tra le mamme, che scrivessero un racconto duraturo, fatto di storie da approfondire, di prodotti da testare, ma anche sui temi dell’infanzia e dell’alimentazione.

Mellin ci ha scelto tra 400, perché voleva proprio noi 10. Sono circondata da mamme blogger molto seguite, e questo non può che farmi piacere, vista la taglia XS di mammarketing. Vuol dire che non sempre contano solo i numeri, la qualità per Mellin è un fattore importante: nella scelta sia degli ingredienti che per i contenuti!

In quest’anno ho partecipato a giornate di formazione in casa Mellin, ho conosciuto il gruppo di comunicazione e quello di marketing, con qualche incursione nelle aree HR, Ricerca e sviluppo e legale. Durante l’anno ho proposto qualche idea, partecipato a survey e focus group su nuovi progetti, imparando a comunicare in maniera più attenta quando si parla di prodotti per bambini. Il mondo del babyfood è complesso e altamente regolamentato, la comunicazione che si fa deve essere rigorosa, non deve generare idee sbagliate, perché la salute e l’accudimento dei bambini è sempre l’obiettivo prioritario, al primo posto e senza sconti di alcun genere.

La filiera della qualità, dal baby food alla comunicazione

Mellin è un’azienda con una storia centenaria, ci lavorano molte mamme e papà della mia generazione, con figli come i miei, o appena nati (come nel caso dell’AD, tanto per citarne uno) fino all’adolescenza. E questo è sicuramente una marcia in più quando si tratta di decidere su quali prodotti puntare (e perché) e come comunicare. Già, la comunicazione: non dimentichiamo che siamo nel 2018 e la rete ha reso i consumatori interlocutori informati e produttori essi stessi di nuovi contenuti. Parole come social, virale, fake news, influencer, prosumer, sintetizzano concetti e sfere di appartenenza che un’azienda deve saper gestire per mantenere la sua leadership. Oggi ci vuole freschezza, ma sono fondamentali sincerità, qualità e credibilità. Io come ambasciatrice sono stata nel mezzo, una facilitatrice di scambi e di conoscenze, per portare i messaggi di Mellin ai genitori, ma soprattutto le esigenze di noi genitori all’attenzione dell’azienda.

 

Il mio lavoro per quest’anno su latte e svezzamento va a concludersi, ma questa azienda ha ancora molto da dire alle mamme come me e voi che mi leggete, a partire dalle nuove gamme di prodotti (che mangio pure io perché sono ottimi), fino all’approccio alla maternità in azienda come best practice e come modello da portare in altre realtà aziendali.

 

Cosa porto a casa nella valigia di questo viaggio?

Un gruppo di amiche

Il progetto è nato con me e altre 9 mamme blogger, che, lo dico subito, sono la parte più bella che porto via da questa esperienza. Tutte diverse, tutte lontane, eppure entrate da subito in empatia, soprattutto per un approccio ironico e divertito sul nostro essere mamme e sul nostro essere blogger. Per quanto diverse, l’idea di far nascere un blog porta con sé una somiglianza di visione, sensibilità e mammitudine che avvicina molto più di quanto si pensi. Ed è stato bello per me confrontarmi con chi ha questa mia stessa passione, dal momento che qui, nonostante un continuo sforzo di networking, chi fa blogging si conta davvero sulle dita di una mano.

 

La nascita di nuove collaborazioni

Mellin ha tracciato una nuova strada pioniera nel modo di comunicare con le mamme e i papà e sono certa che sarà di esempio nella sperimentazione di nuove forme di comunicazione digitale e di interazione con i consumatori. Dopo questa esperienza, sarebbe bello entrare in contatto con altre realtà che pensano a famiglie e bambini, che vogliano farsi conoscere davvero e che vedano in me la capacità di raccontarle con uno storytelling vivace e sincero, diverso dal classico copia incolla di un comunicato stampa.

 

La promessa di avere un piano editoriale.

Quando si dice: esperienze che fanno crescere. Col nuovo anno vorrei riuscire proprio a pianificare il tempo da dedicare al mio blog, in maniera più strutturata e continuativa.

A volte mi chiedono: ma dove lo trovi il tempo? Ma come fai a far tutto? O peggio: chi te lo fa fare?  La verità è che io so stare in equilibrio solo nel caos, ognuna di queste braccia mi serve per stare bene facendo tutto ma proprio tutto quello che mi piace. Multitasking come ogni mamma. Se le togliessi tutte, sarei perfetta come la venere di Milo, ma senza poter digitare sulla tastiera non sarei più io.

 

Grazie Mellin!

 

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